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Giovedì 12 febbraio (8.45-10.50) Giovedì 12 febbraio (11.10-13.15)
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Giovedì 12 febbraio (8.45-10.50) – Un futuro nella biotech. Come la ricerca con la Drosophila melanogaster (il moscerino dell’aceto) aiuta a risolvere problemi in biomedicina.

Attività: Un futuro nella biotech. Come la ricerca con la Drosophila melanogaster (il moscerino dell’aceto) aiuta a risolvere problemi in biomedicina..

Quando: Giovedì 12 febbraio (8.45-10.50)

Dove:3H

Il moscerino dell’ aceto o Drosophila melanogaster, per alcuni è quel “noioso” insetto che vola sulla frutta matura. Ebbene questo piccolo insetto ha nei suoi cromosomi tantissimi geni omologhi ai nostri sia come struttura che come funzione. Approfittando della facilità di coltura in laboratorio e della sua versatilità genetica, scienziati di tutto il mondo hanno sviluppato tecniche di ingegneria genetica e di biologia molecolare per usarlo in studi biomedici.In questa presentazione vi parlerò di come ho scelto di diventare un ricercatore prima all'estero e poi di nuovo in Italia, e del lavoro svolto nel nostro laboratorio a Milano dove usiamo Drosophila come modello per studiare malattie genetiche che causano la morte dei neuroni (Alzheimer, Parkinson’s, Huntington’s Disease); oppure per la scoperta dei geni che inducono l’obesità. La presentazione sarà preceduta da una introduzione sul programma in Biologia e Biotecnologie dell’ Università di Milano che prepara anche alla carriera del ricercatore. Relatrici: Paola Bellosta, ricercatrice all’Università di Milano e professore a NYU (New York University-USA); Maria Enrica Pasini, professoressa di Biologia all’UniMi; Luisa Vernizzi, studentessa dell’ultimo anno di tesi sperimentale ad UniMi

Partecipanti: 0/40